Ci sono momenti in cui apri Ads Manager e qualcosa non torna.
Le campagne sono impostate come sempre, il budget è stabile, le creatività non sono cambiate. Eppure i numeri sono diversi: meno risultati, costi più alti. La sensazione immediata è quella di un problema tecnico o di una campagna che ha smesso di funzionare.
Negli ultimi mesi questa situazione si è presentata spesso sulle campagne con obiettivo Engagement. In molti casi, però, il motivo non è un errore o un peggioramento improvviso, ma uno degli aggiornamenti Meta meno visibili e più facili da fraintendere.
L’aggiornamento Meta “Interactions”
Il punto centrale di questo aggiornamento riguarda il performance goal delle campagne Engagement. Meta sta progressivamente passando dal vecchio modello basato su Post Engagement a un nuovo modello di ottimizzazione chiamato Interactions.
La differenza non è solo nel nome.
Con Post Engagement, l’algoritmo poteva ottimizzare per un insieme molto ampio di azioni, comprese interazioni estremamente passive: ad esempio le visualizzazioni video di pochi secondi o altri micro-comportamenti a bassissima soglia di attenzione.
Con Interactions, il perimetro si restringe.
Restano dentro interazioni più esplicite come reazioni, commenti, condivisioni e salvataggi. Vengono invece escluse azioni più passive che in passato contribuivano a gonfiare il volume dei risultati senza dire molto sulla reale qualità dell’attenzione.
Il risultato non è una “perdita di performance”, ma un cambiamento nel tipo di segnale su cui l’algoritmo sta lavorando.
Un cambiamento poco visibile, ma con effetti concreti
Questo aggiornamento avviene a livello di algoritmo e non sempre è immediatamente evidente dall’interfaccia. È per questo che molti inserzionisti hanno la sensazione di non aver cambiato nulla, pur vedendo numeri diversi.
Il sistema sta semplicemente ottimizzando per qualcosa di più selettivo.
E quando il segnale diventa più selettivo, il volume tende a scendere e i costi per risultato a salire.
Interactions è meglio di Post Engagement?
La risposta breve è: dipende dall’obiettivo.
Interactions non è paragonabile a una conversione. Like, commenti e salvataggi restano azioni di engagement, non indicatori diretti di business. Tuttavia, rispetto al passato, questo modello riduce il rumore generato da azioni passive e rende più chiaro su cosa l’algoritmo stia effettivamente ottimizzando.
Questo non significa che i risultati siano automaticamente “migliori”, ma che sono diversi. E quando cambiano i segnali, deve cambiare anche il modo in cui li leggiamo.
Perché questo aggiornamento Meta può avere impatto sulla strategia
Molti aggiornamenti Meta non vanno letti solo come novità di piattaforma, ma come segnali di una direzione più ampia: meno enfasi sul volume e più attenzione alla selettività dei segnali.
Questo rende il contesto ancora più centrale. Un’interazione non ha lo stesso valore in ogni fase del funnel, né per ogni tipo di campagna. Il numero, da solo, dice poco se non viene letto insieme all’obiettivo e al momento in cui quell’azione avviene.
Quando questa distinzione viene ignorata, il rischio è prendere decisioni correttive che non migliorano la performance, ma la destabilizzano.
Non tutti i cali sono un problema.
A volte sono solo il segnale che stiamo ottimizzando per qualcosa di diverso.
Capirlo prima di intervenire fa spesso più differenza di qualsiasi settaggio.